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Articolo 1

Denominazione

E' costituita in Roma l'Associazione non avente fini di lucro di utilità sociale (ONLUS) denominata Unione Casalinghe e Lavoratrici Europee - UNI.C.E.L. - ai sensi degli artt. 18 e 19
della Costituzione Italiana.
Tale denominazione dovrà essere utilizzata in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, anche se e quando riferita alle strutture regionali ed ai gruppi locali.
L'Associazione  è  un'organizzazione  libera,  autonoma,  democratica,  pluralista,  apartitica  ed  è  ispirata  ai  principi  della solidarietà, della pace, della giustizia, della tolleranza.
Nella sua azione si propone di contribuire a risolvere, in una
dimensione  locale, nazionale ed europea,  le problematiche relative alla qualità della vita della persona, della famiglia, della donna casalinga e lavoratrice nella società, nella cultura e nell'economia.
In tale ottica l'Associazione si propone di partecipare al dibattito  in  corso  tra  le  forze  politiche  sulle  riforme  delle istituzioni,  sul  problema  della  giustizia,  del  lavoro  e  dell'occupazione, della riforma fiscale, e sulle iniziative utili a favorire l'equilibrato sviluppo economico e sociale del Paese.
Essa  rappresenta  le  aspettative  e  le  istanze  degli  associati nei confronti delle istituzioni italiane ed europee.

Articolo 2

Settori

L'Associazione  svolge  la  propria  attività  in  favore  dei  soggetti di cui all'art. 10 commi 2-3-4 del Decreto Legislativo 4 dicembre  1997  n.  460  ed  esclusivamente  nei  seguenti  settori,
con espresso divieto di svolgerla in altri settori ad eccezione di quelli direttamente connessi:
- Assistenza sociale e socio-sanitaria;
- Beneficienza;
- Prevenzione infortuni domestici e malattie professionali;
- Istruzione e formazione;
-  Tutela  e  valorizzazione  dell'ambiente  e  della  natura,  con esclusione di raccolta e riciclaggio di rifiuti urbani e pericolosi di cui all'art. 7 D.L. 5 febbraio 1997 n. 22;
-  Promozione  di  iniziative  riguardanti  il  traffico  urbano  ed il trasporto pubblico;
- Promozione della cultura e dell'arte;
- Tutela dei diritti civili;
- Tutela del lavoro e dell'occupazione;
- Tutela dei consumi.

Articolo 3

Finalità

A tali fini l'Associazione si propone:

1)  -  di  svolgere  un  ruolo  incisivo  per  realizzare  un  equilibrato  sviluppo  degli  interessi  degli  associati  nel  rispetto delle  loro  tradizioni  storiche,  culturali,  religiose,  sociali
ed economiche;
2) - di prendere iniziative allo scopo di eliminare le ineguaglianze,  di  promuovere  la  parità  tra  uomini  e  donne  in  tutte le attività ex art. 3 del Trattato di Amsterdam, nonchè di agevolare la circolazione delle idee e lo scambio di esperienze per abbattere le barriere esistenti, frutto spesso di pregiudizi o malintesi, rapportabili in gran parte ad una erronea o cattiva informazione;
3)  -  favorire  l'accesso  al  mercato  del  lavoro  dei  gruppi  più vulnerabili  sul  piano  economico  e  sociale,  anche  attraverso nuove forme di inserimento professionale;
4)  -  incoraggiare  la  partecipazione  della  donna  casalinga  e lavoratrice ai vari livelli istituzionali di attività e negli organismi  di  base  e  del  decentramento  amministrativo  dello Stato;
5) - attendere all'applicazione effettiva del diritto di famiglia e di tutte le leggi che regolano la condizione della casalinga e della donna in generale, in rapporto ad ogni situazione,  con particolare riferimento alla  tutela morale, sociale, giuridica, ed economica del lavoro svolto all'interno del proprio nucleo familiare;
6) - intraprendere azioni appropriate contro tutte le forme di discriminazione  fondate  sul  Sesso  e  sulle  tendenze  sessuali(art. 13 Trattato di Amsterdam);
7) - agire affinchè venga attuata la portata dell'art. 141 del Trattato  di  Amsterdam,  collegato  all'art.  119  dello  stesso Trattato, per la realizzazione della parità di trattamento tra
uomini e donne e vigilare affinchè vengano adottate dallo Stato  e  gli  Enti  preposti  tutte  le  iniziative  atte  ad  agevolare il perseguimento di una carriera o per prevenire o compensare
situazioni di svantaggio nell'ambito delle carriere delle donne (diritto conferito agli Stati dai Trattato);
8) - conciliare la vita familiare e professionale degli uomini e delle donne;
9)  -  analizzare  le  cause  della  crescente  criminalità  e  della devianza minorile;
10) - far conoscere al pubblico i vantaggi delle politiche di integrazione in particolare nei settori dell'istruzione, della formazione, dell'alloggio e dell'occupazione;
11)  -  svolgere  tutela  nei  campi  dell'ambiente  e  dei  consumi con particolare attenzione alla casalinga e alla famiglia;
12) - intervenire a favore delle donne separate e divorziate, con familiari a carico disabili, o che abbiano subito forme di violenza psico-fisica.


Articolo 4

Azioni

Per la realizzazione di tali finalità l'Associazione potrà:

-  promuovere  iniziative  di  carattere  culturale,  assistenziale e previdenziale;
-  promuovere,  anche  in  collaborazione  o  mediante  convenzioni con Enti pubblici e privati, lo sviluppo della formazione professionale, con appositi corsi riconosciuti dagli Enti locali, dallo Stato e dal Fondo Sociale Europeo;
- promuovere le pari opportunità di occupazione per le donne;
- promuovere l'ingresso e l'integrazione dei giovani sul mercato del lavoro;
-  promuovere  leggi  a  livello  nazionale  e  regionale  idonee  a tutelare  e migliorare le condizioni  delle categorie indicate, al  fine  di  consentire  un  migliore  e  più  rapido  inserimento
nell'organizzazione familiare, nel mondo del lavoro e del tessuto sociale;
- promuovere incontri ed intese con analoghe organizzazioni di ogni Paese per coordinare e sviluppare iniziative comuni;
-  partecipare con propri rappresentanti  ad organismi nazionali, comunitari ed internazionali;
- aderire a strutture di livello locale, nazionale, comunitario ed internazionale che perseguono i medesimi fini;
- promuovere lo sviluppo di forme cooperative e consortili per la promozione di ogni tipo di attività lavorativa;
-  operare  affinchè,  anche  per  le  persone  straniere  e  per  le loro famiglie, sia riconosciuto un regime di sicurezza sociale fondato  sulla  parità  dei  diritti  riservati  ai  cittadini  italiani;
- promuovere la realizzazione di infrastrutture che assicurino alle donne casalinghe e lavoratrici, nonchè alle loro famiglie un equilibrato sviluppo di rapporti culturali e sociali con la società italiana;
- promuovere azioni in favore dello sviluppo dei Paesi poveri ed iniziative per sconfiggere la fame nel mondo attraverso attività  che  non  arrechino  danno  all'ambiente  ed  alle  risorse
naturali;
-  effettuare direttamente o mediante  convenzioni con soggetti privati  e  organismi  promossi  e/o  aderenti  all'associazione, attività  nel  campo  dei  servizi  fornendo  in  particolare  agli
associati consulenza ed assistenza legale, contabile, fiscale, tributaria e del lavoro, psicologica;
- promuovere associazioni con specifici interessi collegati, e partecipare  alla costituzione di organismi  federati con associazioni aventi scopi analoghi;
- stipulare convenzioni con assicurazioni, banche o altri enti per  una  migliore  tutela  degli  interessi  economici  e  sociali degli associati iscritti ed aderenti;
-  svolgere  in  proprio  o  attraverso  istituti  e  centri  specializzati attività di studio e ricerca;
-  promuovere ed organizzare convegni,  seminari di formazione, studi e ricerche, manifestazioni, viaggi di studio e culturali, spettacoli ed iniziative ricreative in favore dei soggetti associati;
- effettuare pubblicazioni non a carattere quotidiano di opuscoli e notiziari, anche a carattere periodico. 

A tali fini l'Associazione ritiene di dover:

-  assicurare  una  rappresentanza  in  commissioni  di  controllo prezzi,  consumi,  pubblici  esercizi,  di  programmazione  di  interventi sociali e ovunque la presenza competente della donna
casalinga e lavoratrice costituisca motivo di utilità alla famiglia ed alla società;
-  collaborare  con  altri  Movimenti  ed  altre  Associazioni  che operino per il miglioramento della condizione femminile e casalinga.

Articolo 5

Strutturazione

L'Associazione ha carattere nazionale ed è strutturata su base regionale e periferica.

Articolo 6

Sede

L'Associazione  ha  sede  in  Roma  viale  Ippocrate  97,  ma  potrà istituire sedi secondarie, filiali e succursali sul territorio italiano ed estero.

Articolo 7

Durata
L'associazione avrà la durata di anni cinquanta dalla sua costituzione  e  potrà  essere  prolungata  con  deliberazione  dell'assemblea straordinaria degli associati.

Articolo 8

Associati

Possono far parte dell'Associazione:
1)  -  quanti  aderiscono  alle  finalità  del  presente  statuto, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche o condizioni personali e sociali (art. 3 Costituzione), che abbiano compiuto 18 anni di età;
2) - associazioni già costituite, il cui ingresso sarà regolato con apposito accordo. Ogni  associato  dovrà  contribuire  alla  vita  dell'Associazione con la partecipazione attiva nel rispetto delle norme statutarie  operando  per  il  rafforzamento  e  la  tutela  dell'immagine dell'Associazione,  versando  una  quota  sociale  annua,  che  gli attribuisce la qualità di socio ordinario.
Tale  quota sarà determinata annualmente  dal Comitato Direttivo, non è trasmissibile nè rivalutabile. Non è rimborsabile.

I soci possono essere:

ordinari - simpatizzanti - sostenitori.

I soci ordinari sono tenuti a versare una quota sociale annua determinata annualmente dal comitato direttivo nazionale.
I  soci  simpatizzanti  sono  tenuti  a  versare  il  doppio  della quota  associativa  come  sopra  determinata  e  godono  di  tutti  i diritti spettanti ai soci ordinari.
I  soci  sostenitori  offrono  un  contributo  superiore  alle  due precedenti  quote,  come  libero  sostegno  all'Associazione.  Essi godono di tutti i diritti riconosciuti ai soci.

Articolo 9

Iscrizione

L'iscrizione  all'Associazione  si  effettua  rivolgendosi  alla Presidenza  Nazionale  o  a  chi  la  rappresenta  in  sede  locale, mediante domanda e versamento della quota sociale.
L'iscrizione comporta la partecipazione, nei limiti delle proprie possibilità, alla vita dei gruppi costituiti e l'impegno alle norme ed all'osservanza del presente Statuto.

Articolo 10

Disposizioni disciplinari

L'associato  che  venga  meno  ai  propri  doveri  verso  l'Associazione  incorre,  secondo  la  gravità  della  mancanza,  nelle  seguenti sanzioni:
- biasimo scritto;
- sospensione e destituzione dalla carica di cui è investito;
- sospensione da uno a sei mesi dalla qualità di associato;
- espulsione dall'organizzazione.

Il  procedimento  disciplinare  deve  consentire  il  contraddittorio ed assicurare la difesa dell'associato. Il relativo provvedimento viene adottato dal Comitato Diretti vo. Contro il provvedimento disciplinare è ammesso ricorso al Collegio dei Probiviri che decide in ultima istanza. In attesa del giudizio disciplinare, l'organo direttivo competente può, in casi di particolare gravità, sospendere cautelativamente l'associato dalla carica o dalla sua condizione per il tempo strettamente necessario per la definizione del procedimento disciplinare.

Articolo 11

Perdita della qualità di associato

La qualità di associato cessa:
- per mancato versamento della quota;
- per dimissioni;
- per espulsione;
- per incompatibilità.
Il mancato versamento della quota nel corso dell'anno sociale cui essa si riferisce, implica l'automatica decadenza del rapporto associativo anche senza preventiva comunicazione.
La  reiscrizione  sarà  possibile  solo  previa  valutazione  delle ragioni  che  hanno  determinato  la  decadenza  stessa,  da  parte del Presidente Nazionale (o del responsabile locale) e positiva determinazione del Comitato Direttivo. L'estromissione  dall'associazione  è  pronunciata  dal  Comitato Direttivo per motivi di incompatibilità con gli obiettivi statutari. La pronuncia del Comitato Direttivo è appellabile entro 30 giorni dalla comunicazione, al Collegio dei Probiviri, la cui decisione è definitiva.

Articolo 12

Organi

Organi centrali dell'Associazione sono:
1) - L'Assemblea nazionale degli associati;
2) - Il Presidente Nazionale;
3) - Il Comitato Direttivo;
4) - L'Ufficio di Presidenza;
5) - Il Segretario-tesoriere;
6) - I Probiviri.

Articolo 13

Assemblea Nazionale

L'Assemblea nazionale  è  costituita  dai  Responsabili  delle strutture  territoriali  e  periferiche  o  dai  Vice-Responsabili, in caso d'impedimento dei primi.
In caso di assenza dei due (Responsabile o Vice-Responsabile), il  voto  potrà  essere  esercitato  da  un  socio  delegato  per  iscritto  dall'Assemblea  delle  strutture  territoriali  e  periferiche. Ogni struttura non può presentare più di due deleghe. L'Assemblea si riunisce ogni quattro anni ed è presieduta dal Presidente Nazionale, su convocazione dello stesso.
La convocazione può anche essere richiesta dai 2/3 (due terzi) dei Responsabili delle strutture territoriali.
L'Assemblea  è  regolarmente  costituita  in  prima  convocazione, con  la  presenza  della  maggioranza  dei  Responsabili  o  Vice-Responsabili delle strutture territoriali; in seconda convocazione qualunque sia il numero degli intervenuti. Delibera sempre a maggioranza dei presenti.


L'Assemblea:
* approva lo statuto e le modifiche dello statuto proposte dal Comitato Direttivo;
* delibera la proroga dell'associazione ed il suo scioglimento;
* nomina il Presidente, il Vice-Presidente, il Segretario Tesoriere ed il Comitato Direttivo su lista di nomi segnalati al Presidente  Nazionale dalle strutture territoriali  entro il 30 marzo dell'anno in cui si rinnovano le cariche sociali, tenendo presenti criteri di provate capacità, servizi resi all'associazione, espressa volontà d'impegno.
La  votazione  può  avvenire  con  voto  segreto  o  palese,  a  decisione dell'Assemblea.
Il  Presidente,  il  Vice  Presidente  e  i  Responsabili  Regionali hanno diritto di voto nelle Assemblee Nazionali.

Articolo 14

Il Presidente

Il Presidente è nominato dall'Assemblea. Resta in carica 4 (quattro) anni ed è rieleggibile. Il Presidente rappresenta l'Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio:
- attua le delibere del Comitato Direttivo ed il programma approvato dall'Assemblea;
-  convoca  l'Assemblea  ed  il  Comitato  Direttivo  con  comunicazione scritta almeno 5 giorni prima ovvero in caso di urgenza con telegramma;
- firma i bilanci;
- svolge attività di coordinamento generale.
Il Presidente è coadiuvato dall'Ufficio di Presidenza.
Il  Presidente  è  coadiuvato  altresì  da  un  Vice-Presidente  che lo  sostituisce  in  qualunque  caso  di  impedimento  o  su  delega del Presidente medesimo.

Articolo 15

Comitato Direttivo

Il  Comitato  Direttivo  è  composto  dall'Ufficio  di  Presidenza nonchè dai rappresentanti dei nuclei regionali formalmente costituiti e riconosciuti dal Presidente.
Resta in carica quattro anni ed è rieleggibile. Il Comitato Direttivo è convocato dal Presidente. Le delibere sono prese a maggioranza dei presenti in proprio o
per delega, che potrà essere conferita solo nell'ambito delle singole regioni.
In  caso di parità di  voti prevale il voto del  Presidente Nazionale, che lo presiede.

E' compito del Comitato Direttivo:
- attuare e rendere esecutivi gli indirizzi ed i programmi de-
liberati dall'Assemblea;
- assicurare l'efficiente e democratico svolgimento dellavita dell'Associazione;
- svolgere attività di diffusione capillare dell'Associazione;
- elaborare ed adottare regolamenti per il funzionamento dell'Associazione sia a livello nazionale che a livello locale;
- provvedere all'amministrazione dei fondi;
- approvere il bilancio preventivo e consuntivo;
- fissare le quote sociali.
Il Comitato Direttivo si avvale di un Comitato Scientifico con funzione consultiva, quando ne ravvisi l'esigenza in fatto di indicazioni programmatiche e di approfondimenti.

Articolo 16

Ufficio di Presidenza

L'Ufficio  di  Presidenza  è  composto  dal  Presidente,  dal  VicePresidente, dal Segretario-tesoriere. Delibera  in  sostituzione  del  Comitato  Direttivo  nei  casi  di urgenza, su richiesta del Presidente.
Le sue delibere devono essere ratificate dal Comitato Direttivo. Esso  predispone  altresì  il  bilancio  preventivo  e  consuntivo dell'Associazione. Resta in carica quattro anni.

Articolo 17

Segretario-tesoriere

Al  Segretario-tesoriere  nazionale  viene  affidata  la  responsabilità dei compiti amministrativi e della contabilità dell'associazione nazionale. Il  Segretario-tesoriere  relaziona  al  Comitato  Direttivo  e/o all'Ufficio  di  Presidenza  sullo  stato  contabile  dell'Associazione,  partecipa  ai  lavori  del  Comitato  Direttivo  e  dell'Assemblea  per  la  periodica  relazione  contabile  e  finanziaria, con diritto di voto.

Articolo 18

Collegio dei Probiviri

Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri eletti tra i soci ordinari dell'Assemblea; resta in carica tre anni ed è rieleggibile. Il  Collegio  dei  Probiviri,  qualora  interpellato  anche  da  uno
solo  dei  soci,  giudica  il  comportamento  degli  associati  che ledono gli interessi ed il buon nome dell'Associazione ovvero ne turbano l'immagine, ed il regolare funzionamento.
Inoltre esso delibera su eventuali ricorsi degli associati per fatti che gli stessi ritengano lesivi delle proprie prerogative  o  diritti  o  per  provvedimenti  subiti  che  essi  considerino immotivati.

Articolo 19

Patrimonio - Bilancio

Il  Patrimonio  dell'associazione  è  costituito  dalle  quote  sociali, da eventuali lasciti, da donazioni e dai proventi dell'attività sociale, escluso ogni fine di lucro.
L'Associazione ha l'obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad essa direttamente connesse.
E' vietato distribuire, anche in modo indiretto ed in dispregio  dei  divieti  di  cui  all'art.  10,  sesto  comma  del  Decreto Legislativo 4 dicembre 1997 n. 460, utili e avanzi di gestione, nonchè fondi, riserve o capitale, durante la vita dell'organizzazione,  a  meno  che  la  destinazione  o  la  distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre  ONLUS  che  per  legge,  statuto  o  regolamento  fanno  parte della medesima ed unitaria struttura. In caso di scioglimento per qualunque causa, il patrimonio sarà  devoluto  ad  altre  organizzazioni  non  lucrative  di  utilità sociale  o  a  fini  di  pubblica  utilità,  sentito  l'organismo  di controllo di cui all'art. 3 comma 190 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge. L'esercizio  finanziario  dell'associazione  coincide  con  l'anno solare. Il  bilancio  dell'Associazione  è  predisposto  annualmente  dall'Ufficio di Presidenza nazionale.

Articolo 20

Scioglimento

Lo  scioglimento  dell'Associazione  sarà  deliberato  dall'Assemblea con la maggioranza assoluta dei soci presenti.

Articolo 21

Articolazioni territoriali
L'associazione  si  articola  in  strutture  territoriali  regionali, provinciali e comunali.
Dette strutture hanno autonomia funzionale, amministrativa, ed economica e devono costituirsi ed organizzarsi nei modi e forme stabiliti nel presente statuto. Nei  comuni  di  maggiore  estensione  potranno  essere  istituite strutture  circoscrizionali  da  disciplinare  con  apposito  regolamento.

Articolo 22

Organi

Sono organi delle strutture territoriali:
1) l'Assemblea degli associati;
2) il responsabile della struttura;
3) il Comitato Direttivo;
4) l'Ufficio di Presidenza;
5) il Segretario-tesoriere;
6) i Probiviri.

Articolo 23

Assemblea Regionale

E' costituita da tutti gli associati regionali.
Delibera  indirizzi  e  programmi  della  struttura  regionale  per l'anno sociale; elegge il comitato direttivo, tenendo presenti criteri  di  provata  capacità,  servizi  resi  all'Associazione, espressa  volontà  di  impegno;  approva  entro  il  30  giugno  successivo  bilanci,  rendiconti  e  consuntivi  chiusi  il  31  dicembre, accompagnati da una relazione del responsabile e del Segretario-tesoriere.
Invia copia delle delibere e dei bilanci alla sede nazionale, entro trenta giorni dalla loro approvazione.
Le modalità di convocazione sono regolate da apposito regolamento.

 

Articolo 24

Il Responsabile Regionale

Il  Responsabile  Regionale  rappresenta  l'Associazione  sul  territorio  di  competenza,  ne  ha  la  firma,  la  rappresentanza  in giudizio,  nonchè  la  responsabilità  amministrativa  e  finanziaria.
Ha il compito di diffondere l'Associazione sul suo territorio, attraverso  l'organizzazione  di  strutture  locali,  che  sono: provinciali,  comunali,  e  circoscrizionali,  coordinate  dai  rispettivi responsabili.
Viene eletto dal Comitato Direttivo tra i suoi componenti, resta in carica quattro anni ed è rieleggibile.
Il responsabile è coadiuvato da un Vice-Responsabile che è eletto  anch'esso  dal  Comitato  Direttivo  e  sostituisce  il  responsabile in qualunque caso di impedimento o su delega dello
stesso.

Articolo 25

Comitato Direttivo

E'  eletto dall'assemblea degli associati  regionali. E' composto da un minimo di cinque membri e dura in carica quattro anni.
Ne fanno parte di diritto il responsabile, il vice responsabile ed il Segretario-tesoriere.
E' compito del Comitato Direttivo attuare e rendere esecutivi gli indirizzi ed i programmi deliberati dall'Assemblea ed approvare il bilancio preventivo e consuntivo a livello regionale.
Nelle riunioni ciascun membro può farsi rappresentare da altro membro del Comitato, mediante delega scritta. In caso di parità di voto prevale il voto del Responsabile Regionale.

Articolo 26

Ufficio di Presidenza

L'Ufficio  di  Presidenza  è  composto  dal  Responsabile  della struttura, dal Vice-Responsabile, e dal Segretario-tesoriere.
Delibera  in  sostituzione  del  Comitato  Direttivo  nei  casi  di urgenza, su richiesta del Responsabile. Le sue delibere devono essere ratificate dal Comitato Direttivo.
Predispone  il  bilancio  annuale  nei  termini  e  con  le  modalità previste dallo statuto per quello nazionale. Resta in carica quattro anni.

Articolo 27

Il Segretario-tesoriere

Il Segretario-tesoriere ha la responsabilità della contabilità e delle operazioni amministrative a livello locale.
Partecipa ai lavori del Direttivo e dell'Assemblea per la periodica relazione contabile e finaziaria, con diritto di voto.

Articolo 28

Il Collegio dei Probiviri

Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri eletti tra i soci ordinari dell'Assemblea regionale; resta in carica tre
anni ed è rieleggibile. Il  Collegio  dei  Probiviri,  qualora  interpellato  anche  da  uno solo degli associati a livello regionale, giudica il comportamento degli associati che ledono gli interessi ed il buon nome dell'Associazione ovvero ne turbano l'immagine, ed il regolare funzionamento.
Inoltre  esso  delibera  su  eventuali  ricorsi  degli  associati  a livello  regionale  per  fatti  che  gli  stessi  ritengano  lesivi delle proprie prerogative o diritti o per provvedimenti subiti
che essi considerino immotivati.

 

Articolo 29

Strutture Provinciali, Comunali e Circoscrizionali

Dette  strutture  si  articolano,  deliberano  ed  operano  con  le stesse modalità della struttura regionale, salvo, per le Circoscrizioni, quanto previsto da apposito regolamento.

Articolo 30

Finanziamento
Le  strutture  territoriali  hanno  un  proprio  bilancio,  ed  usufruiscono  di  una  quota  parte  del  tesseramento  stabilita  annualmente dal Comitato Direttivo Nazionale.
Nell'Associazione  associati  e  responsabili  a  tutti  i  livelli operano  esclusivamente  a  fini  di  solidarietà  sociale,  senza scopi di lucro e senza remunerazione alcuna.
La quota va versata partendo dal primo giorno dell'anno solare.

Articolo 31

Scioglimento
Lo  scioglimento  della  struttura  territoriale  va  determinato dall'Assemblea  della  struttura  stessa,  regolarmente  convocata con esplicito ordine del giorno comunicato alla Presidenza Nazionale, nel rispetto delle norme e dei divieti contenuti nel presente statuto.

Articolo 32

Controversie

Le controversie sono inappellabilmente definite da un Collegio irrituale formato da tre soci nominati dall'Assemblea dei rispettivi livelli.

Articolo 33

Per  tutte  le  altre  disposizioni  che  si  rendessero  necessarie per un corretto e democratico svolgimento della vita dell'Associazione  e  non  richiamate  dal  presente  Statuto,  valgono  le
norme del codice civile e del Decreto Legislativo n. 460/1997.